Fraternità Capitanio


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Comunità suore

Chi siamo?

Siamo suore di Carità , apparteniamo all'Istituto delle Suore di Maria Bambina, fondato da Bartolomea Capitanio, una giovane maestra di Lovere nel 1832, viviamo in comunità, alla sequela di Gesù Redentore e in una forma di vita casta, povera, obbediente.

Esprimiamo la nostra appartenenza al Signore e alla Chiesa nella carità operosa, disposte a fare ogni possibile, a donare anche la vita, perché coloro che ci sono affidati abbiano più vita.

La nostra comunità riconosce come Riferimento centrale del proprio vivere la Parola di Gesù.

“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli lo avete fatto a me” (Mt 25, 35) e l'esempio di S. Bartolomea, che dice di “Fare ogni possibile, soffrire tutto, dare anche il sangue per il bene dei prossimi, soprattutto per le giovani pericolanti”.


Fondamento

del nostro impegno apostolico èla contemplazione della Carità di Gesù , che non considera un tesoro geloso la sua realtà, ma la condivide e si fa carico dell'uomo fino alla donazione totale di sé; è l' appartenenza sempre rinnovata a Lui che rafforza la gioia e la stima della nostra vocazione.


Obiettivo

del nostro servizio apostolico è:

*
accogliere l'umanità delle persone con le quali viviamo e manifestare ad esse la tenerezza di Dio ; valorizzare, per questo, la nostra femminilità, così da essere per le ragazze generatrici di vita e promotrici della loro identità e vocazionale.

*
educare le persone che ci sono affidate a fare scelte libere e responsabili, costruttrici di vita per sé e per gli altri.

Così viviamo il valore della castità a cui ci educa il nostro voto.


Lo stile

del nostro servizio è dato dal:

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condividere a tempo pieno con le ragazze la quotidianità, quale spazio offerto alle giovani per scoprire se stesse, la propria dignità di persone, di figlie di Dio, i propri bisogni e inconsistenze, risorse, e il senso del vivere. Questo stile di condivisione totale non nasce principalmente dalla nostra idea o dalle nostre capacità o da buoni propositi, ma è essenzialmente opera dello Spirito del Signore che riconosciamo al Centro, educandoci a scoprirlo presente ed operante nelle varie situazioni di vita e ad affidarci a Lui. Traduciamo così il valore della povertà.

*
collaborare a vario titolo con laici, collaboratori e volontari, ecc. in modo rispettoso ed aperto, instaurando relazioni segnate dalla Carità. La fatica del confronto nel lavoro di équipe, le verifiche periodiche sul progetto e sulla qualità della testimonianza, la valorizzazione degli incontri di programmazione e verificacon i collaboratori e con le ragazze, sono situazioni che possono permetterci di vivere i valori a cui ci educa il voto di obbedienza.


I ritmi

delle nostre giornate:

* Nella nostra quotidianità salvaguardiamo momenti per stare con il Signore come singole e come comunità: ci troviamo all'alba per accogliere il nuovo giorno dalle mani del Signore, e alla sera per riconsegnarlo a Lui carico dei volti, degli incontri, delle gioie, delle fatiche di cui siamo fatte partecipi.

* Curiamo momenti di ascolto e meditazione della Parola – nella solitudine e insieme - per imparare da Dio lo sguardo vero sulla vita e rinnovare il desiderio del cuore nel servirlo.

* Il momento della mensa quotidiana è spazio privilegiato per lo scambio e la condivisione della vita: le sue gioie, le sue fatiche, le sue sfide alla crescita. Attorno alla tavola educhiamo noi e le ragazze all'ascolto reciproco, alla reciproca correzione, alla apertura del cuore a tutti.

* I tempi forti dell'anno liturgico sono occasione per la nostra comunità religiosa di rivivere il Mistero di Gesù e per le ragazze provocazione alla ricerca attorno ai grandi interrogativi della vita: sul nascere, sul morire, sull'amare…

* La festa è, in particolare, valorizzata come occasione per sperimentare la gioia dell'unità, dell'accoglienza, della liberalità dell'amore.



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